25 Febbraio, 2017

lajetto-pinot-nero-rovero

 

Curioso trovare, nella patria del Nebbiolo e della Barbera un vitigno così atipico per queste zone come il Pinot Nero, che trova le sue radici nell'Oltrepò Pavese e nell'Alto Adige. Il Pinot Nero in Piemonte è infatti coltivato da pochissime aziende vitivinicole, ed è raro trovare quindi in queste zone, vino proveniente esclusivamente da questo monovitigno. Ma questo Lajetto vi stupirà!

 

Azienda:Rovero Fratelli Società Semplice Agricola

Appellazione: Piemonte Denominazione di Origine Controllata Pinot Nero

Nome del Vino: Lajetto<7p>

Annata: 2010

Alcol: 14% Vol.

Note in Etichetta: Vino Biologico – Organismo di controllo Autorizzato dal Mipaaf IT BIO 006 Agricoltura Italiana

Punteggio e Valutazione allo stato attuale di evoluzione: range dai 78/100esimi ai 80/100esimi

 

CENNI STORICI

Le prime notizie storiche rispetto a questo vitigno provengono dalla Borgogna circe 2000 anni or sono e se ne ha traccia con Plinio il Vecchio citandolo nel suo scritto Naturalis Historia ; Il termine Pinot par derivare dal motivo che la dimensione del grappolo relativamente piccolo con acini fitti, assomigliando figurativamente ad una piccola pigna. Esso ben si adatta a climi più freschi, dato il periodo di maturazione assai precoce, rispetto agli altri vitigni a bacca rossa; il vino che si ottiene ha un colore abbastanza flebile a causa della sottile buccia, parte dell’acino nel quale sono contenuti i pigmenti coloranti, che tende a dare al prodotto finale un’elegante trasparenza.

 

LA DEGUSTAZIONE

lajetto-pinot-nero-rovero

Lajetto è il nome del Pinot Nero dei F.lli Rovero; esso è dato da una raccolta manuale delle uve, si parla della fine di agosto, periodo di largo anticipo rispetto alla maturazione di altri vitigni a bacca rossa della zona, ma daltronde la maturazione del vitigno è molto precoce. Il vino passa da subito in legno per la malolattica per poi sostare in barrique per l’affinamento per un periodo di circa otto mesi. Nel bicchiere il nostro Lajetto si presenta con un colore rubino scarico mentre i riflessi richiamano colori più evoluti che virano verso il granato; buonissima la consistenza. Al naso, con il bicchiere fermo, la prima sensazione è di ciliegia unita all’alcol dolce della grappa. Roteando il bicchiere si avvertono sensazioni di dolcezza, ma allo stesso tempo l’austerità dei profumi che emergono, sono un concentrato di emozioni olfattive; ritroviamo ancora l’alcol caldo e ammiccante, la ciliegia si evolve, spuntano note di cuoio, cacao amaro e tostatura del chicco di caffè. In bocca la densità del frutto è audacemente palpabile, dolce e lunga la scia di frutta matura, quasi in confettura. L’equilibrio tra dolce, salato ed amarotico si fa avvolgente in tutto il palato. Predomina in retrogusto una sensazione di grande morbidezza piacevole, elegante e di buona lunghezza. Per ben abbinarlo ad un piatto serve cibo delicato, ma con una speziatura degna , quindi una carne di coniglio accompagnata sicuramente da olive taggiasche, e a contorno di tutto, l’arguzia che i pomodori secchi posso dare.

Condividi:

translation missing: it.blogs.comments.title

translation missing: it.blogs.comments.moderated

Newsletter